Viva la passera!

Oggi vorrei parlarvi della passera.
Si, proprio della passera, quella parte del corpo che distingue i maschi dalle femmine. Intanto il nome: passera, una specie ben definita; no, che ne so, cormorano, piccione, colomba o gabbiano. Passera! Invece per i maschi è diverso, proprio l’opposto: uccello! Così, generico. C’è anche da dire che effettivamente c’è chi c’ha un’aquila reale e chi un pettirosso. Che poi pensandoci bene, chi c’ha l’uccello, potrebbe in realtà averci la passera, alla fine sempre una specie d’uccello è. Bisogna stare molto attenti. Perché in certi momenti, prenderlo di dietro per una distrazione è un attimo. In ogni caso, io che sono contro la caccia, spero che quella alla passera non chiuda mai, perché se dove c’è barilla c’è casa, dove c’è passera c’è gioia!

P.S. La passera è comunista, almeno cinque giorni al mese.

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Sono milioni… abbandonati

Vorrei fare un discorso serio, una specie di appello.
In tutto il mondo sono milioni: abbandonati, emarginati, lasciati da parte come se fossero inutili, come se non servissero più a niente. Sicuramente li abbiamo visti tutti, ma non facciamo nulla per loro, ci passiamo davanti, magari li guardiamo anche, ma niente, mai nessuno che se occupi. I carrelli abbandonati della spesa sono troppi, sono ovunque. Fai una buona azione, se ne vedi uno riportalo al supermercato, lui saprà come ricompensarti, il tuo gesto potrebbe valere 1 euro.

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Pensieri notturni

Mi piace tornare a casa tardi, restare qualche attimo a guardare il cielo stellato e pensare che tutto sommato non me la passo male. Non avrò una stabilità economica, un lavoro fisso, ma di certo sono libero. Libero di scegliere cosa fare, cosa pensare, dove andare. Certo, con qualche limite perché non posso permettermi tutto, però è sempre un buon compromesso. Alla fine è inutile guadagnare un sacco di soldi se poi non hai il tempo per spenderli.

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Festeggiando l’Uomo Pico

Lunedì…
Ieri sera ero a cena con Veronica a Livorno al ristorante “La terrazza”. Che dire, pizza buonissima e ottimo dolce, preparato da Elisa. Dopo cena parlato con Francesco delle ultime novità Pica, tra cose da fare, posti da sentire, nuove idee da realizzare, e qui tutto sembrava normale, fino a che a mezzanotte circa, si sono spente le luci, e in un coro di tanti auguri eseguito da tutto il personale del ristorante, hanno portato la torta per festeggiare il compleanno da poco passato de “l’uomo Pico”. Sono rimasto senza parole, sinceramente non me lo aspettavo e volevo ringraziare Vanessa, Francesco, Ettore e tutto il ristorante per l’affetto e la stima che hanno nei miei confronti. Persone del genere non si trovano tutti i giorni e non si comprano neanche al supermercato. Grazie davvero, vi mando un abbraccio! Sono felice di conoscervi e di portare avanti insieme a voi dei bellissimi progetti. Viva la PICA!

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Domenica… barzellette!!!

Buona domenica a tutti!
E oggi… barzellette!!!

Un signore mezzo cieco suona ad una porta, e viene ad aprirgli una signora: “Signora, buon giorno…. ho perso un occhio…”.
E la signora: “Guardi che qui non c’è, lo vada a cercare da qualche altra parte!”

Un signore va da una di quelle signorine che fanno il mestiere più antico del mondo e le dice: “Che ci vieni con me?? Io di dò anche 500 euro, ma c’ho un vizio, picchio, picchio tanto!”
E la signorina: “Ma picchi proprio tanto?”
E il signore risponde: “Si, finchè non mi rendi le 500 euro!”

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