Le indicazioni stradali

E’ strano come a volte nascono i video che realizzo. La serie de “Le indicazioni stradali” mi è venuta in mente una sera andando ad uno spettacolo, grazie ad un fatto che mi è capitato.
Ero in macchina con Fulvio Fuina, sua moglie e un’amica, destinazione “Il Ciocco”, per uno spettacolo organizzato da “Gli ultimi della Fila”. Nessuno di noi aveva cartina o navigatore, perché ognuno aveva pensato che l’altro avrebbe guardato la strada da fare, così ci siamo persi, o per metterla diversamente, allungato un po’ la strada. Ad un certo punto troviamo un signore e decidiamo di chiedere indicazioni. Fulvio abbassa il finestrino e chiede. Il signore risponde. E qui tutto bene. Poi la moglie di Fulvio, visto che eravamo in ritardo, chiede più o meno quanto tempo ci vuole ad arrivare, ed il signore cortesemente ci rispiega nuovamente la strada, mentre la signora Fuina inizia a chiedere, urlando sempre più forte quanto tempo ci vuole! Naturalmente senza mai trovare risposta…
Alla fine siamo arrivati in tempo, passando il resto del viaggio a ridere della vicenda assurda, che ci faceva talmente ridere che poi abbiamo deciso di farci un video.

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Vi racconto “Lavati Ovidio”

Ci sono voluti 3 mesi per girare “Lavati Ovidio”, opera prima di Luca Martinelli. Ancora ricordo il messaggio che mi mandò: “Giro un film, c’è una parte anche per te!”. Così, dopo aver letto la sceneggiatura mi sono immerso in questa avventura, che presto mi avrebbe portato a fare da aiuto regista e sceneggiatore, visto le modifiche che abbiamo dovuto fare al copione per l’assenteismo di alcuni attori. A questo punto potrei elencare il cast e raccontare la trama del film. Invece voglio raccontarvi altre cose secondo me più interessanti. Come le scene in teatro, girate in teatri diversi, perché il primo c’era già stato dato e per ben 2 ore. L’ufficio affissioni del Comune di Pietrasanta, che quando andiamo a timbrare le locandine, invece di venirci incontro, arrotonda per eccesso. La colletta tra me e Luca per trovare 60 centesimi per il parcheggio e le continue modifiche al copione perché alcuni attori mancavano e quindi pur di andare avanti tagliavamo le parti a questi che neanche sapevano come si chiamavano nel film e le riassegnavamo a chi c’era. I moccoli di Luca quando ha perso la schedina della telecamera, poi per nostra fortuna ritrovata e i suoi commenti sulle prostitute in centro a Bologna, dovevate sentirlo: “Sentiamo quanto vogliono, per curiosità, sono troppo belle. Altro che i travestiti che sono da noi!”. La caduta di Antonio Meccheri, che si è fatto male davvero, rimettendoci anche occhiali e cellulare, e la Lora Santini che non ci credeva. Gli episodi da raccontare sono tanti, alcuni li abbiamo inseriti nel film, come la scena del disturbatore. In ogni caso è stata una bella esperienza, e personalmente ringrazio tutti quelli che hanno collaborato alla realizzazione di questo film, che potete vedere sul sito www.tyou.it.
Mentre qui sotto, trovate il trailer.

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I semafori scomparsi

Oggi vorrei dedicare il mio blog ad una categoria che sta scomparendo. I semafori.
Ogni giorno milioni e milioni di semafori si ritrovano senza lavoro, per colpa delle rotonde.
Loro sì che sentono veramente la crisi, ci sono semafori che non arrivano più a fine mese, il loro conto è ormai al verde e loro non fanno altro che lampeggiare per chiedere aiuto a chi ci passa davanti e neanche li guarda, perché troppo di fretta nel proseguire per la propria strada.
Oggi un semaforo per lavorare deve come minimo avere una laurea, la specializzazione per fare le multe è il minimo per poter ottenere un posto di lavoro. Per i semafori comuni è davvero difficile andare avanti, i più fortunati lavorano part-time per queste ditte che asfaltano le strade. E loro lì sulla strada, malpagati e insultati dagli automobilisti che si trovano rallentati dal cantiere. Ma una soluzione ci sarebbe. Bisognerebbe prendere tutti i semafori disoccupati e metterli nei locali, bar, discoteche e night club, e così almeno per una volta, gli automobilisti sarebbero felici di vedere le luci rosse dei semafori.

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Show a Livorno

Bella festa (a sorpresa) quella di ieri pomeriggio al ristorante “La terrazza” a Livorno. Amici e parenti tutti insieme per fare gli auguri di buon compleanno a Francesco, titolare di PICA SRL.
E dopo aver mangiato e bevuto grande spettacolo di cabaret, bello, intenso e per pochi! Circa mezz’ora di show, proponendo i cavalli di battaglia del mio repertorio, con qualche piccola modifica per il festeggiato, poi qualche gioco di magia per coinvolgere ancora di più gli ospiti e gran finale con le imitazioni. Tra l’altro ad un certo punto sono scoppiato a ridere per una battuta venuta li per li da inserire assolutamente nel repertorio. Che dire, alla fine tutti se ne sono andati con il sorriso sulle labbra, con qualcuno (la Renzina) che ha detto che era una vita che non rideva così tanto. A questo punto ringrazio Vanessa, Francesco, il ristorante, tutti i presenti e PICA per la bella giornata, e di nuovo auguri a Checco! E alla prossima!

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Le due formichine

Oggi vi volevo raccontare una barzelletta che dicevo sempre da piccolo. Io avevo 6-7, forse 10 anni, non ricordo, ma ricordo invece che quando raccontavo questa barzeletta tutti ridevano, anche se io in realtà non la capivo. Bè… buona lettura, e buona domenica!

Ci sono due formichine sull’onbellico di una donna tutta nuda.
E una dice all’altra: “Ho un idea, io vado in su e te vai in giù. Poi ci si ritrova qui e ci si racconta cosa abbiamo trovato”.
Così le due formichine si dividono. Dopo un pò si ritrovano e quella che era andata in giù fa a quella che è andata in su: “Che hai trovato?”
“Le montagne russe” risponde l’altra. “E te?”.
E quella che è andata in giù, tutta sudata risponde: “Una foresta tutta nera, sono cascato in un buco, e mi stavano per investire!”

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